PR e digital PR, secondo mmad

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Gli ultimi quindici anni sono stati intensi e frequentemente convulsi, animati dalle voci dell’internet e dall’evoluzione dei media sociali, dalla caduta dei media tradizionali (che però provano a rinnovarsi con una strategia tutt’affatto nuova ma efficace) e dalla progressione nell’uso dei sistemi di messaggistica che hanno cambiato e cambieranno le abitudini di relazione per sempre.

In questo quadro sempre liquido noi di mmad abbiamo avuto l’opportunità di segnare la tensione alla virtù nei processi di comunicazione per i nostri committenti. Definizione anch’essa liquida, sempre in divenire – pur poggiando le sue radici nei tempi in cui l’umanità iniziò ad usare fonemi diversi per diversi significati, costruendo le basi del linguaggio. È un processo sia teorico che pratico, e non poteva trovare limite in una formula univoca di pensiero.

Gli ultimi duecento anni sono stati forse il periodo della storia in cui più intensamente si è analizzata la complessità dei linguaggi e gli adattamenti che questi hanno subito sui mezzi adatti ad amplificare i messaggi. Sono state scritte quantità straordinarie di pagine sulle rinnovate opportunità generate dall’avvento di strumenti e tecnologie nuove. Si è indagato il conscio e l’inconscio nei processi cognitivi, e si sono create correnti e nuove discipline che hanno analizzato dettagliatamente il potere della comunicazione e centuplicato le tecniche per sviluppare consenso. Tecniche diverse, per una strategia condivisa.

Il noto Luis Bassat, in un vecchio ma attualissimo libro ormai introvabile nella versione italiana, El libro rojo de la publicidad, scriveva: la pubblicità deve vendere il prodotto e rafforzare la marca.

Nello specifico le attività di PR e digital PR devono ottenere lo stesso risultato. Strumenti fondamentali di vendita e generazione di awareness, l’universo delle attività di redazione per lo storytelling o la sua versione moderna storydoing, preparate attraverso content strategies che alimentino la condivisione, sono uno strumento imprescindibile che noi di mmad pratichiamo con competente cura.

Che sia sui media digitali oppure su quelli tradizionali, l’informazione ha sempre corso freneticamente. La conseguenza spesso è stata ed è la produzione incompetente di messaggi che non spiegano nulla, non informano, non stimolano lo sharing: per essere puntuali si scrive il comunicato, si posta, si commenta con routinaria reiterazione. Senza attenzione, senza ricerca, senza emozione. Interventi che non funzionano, semplicemente perché tradiscono la missione intrinseca di ogni content spreading: ottenere un congruo, misurabile ritorno.

Alla ricerca di tempestività e numeri, alcuni corrono per pubblicare in modo superficiale. A volte con risultati orribili quanto inefficaci per i quali non c’è una corretta critica, anche per l’inconsapevolezza cui il committente è sottoposto.

Per mantenere la tempestività, guardando alla sua relazione con la fluidità, con un deciso – e sentito – cambio di paradigma, abbiamo lavorato molto in questi mesi per definire nuovi percorsi ed una organizzazione delle risorse destinate alle attività di strategia e gestione dei contenuti, più adatto ai tempi che mutano senza sosta e all’avanzare dei modelli di conduzione della comunicazione.

Questa tensione per noi fa parte della Difference Value.

Nella sua declinazione per le diverse attività di PR, significa costante attenzione all’evoluzione dei media, ricerca necessaria per l’adozione di paradigmi e linguaggi propri di ogni singola committenza, attenzione all’originalità, entusiasmo nello scrivere.

Per quanto uno scenario possa mutare, e le persone possano avere per questo diverse sensibilità, noi di mmad costruiamo diversi messaggi per diversi clienti con stili e strategie diverse, ma sempre con l’intento di solleticare emozioni. Fa la differenza, eccome.

Marco G Matteoli

ultima modifica: settembre 2015