La Pop Music nell’advertising

beyonce pepsi

La musica è potente.
Può farci sorridere o piangere.
Riportare alla mente ricordi lontani.
E, addirittura, ci può invogliare ad acquistare un prodotto se è combinata con la giusta pubblicità.

Il modo di lavorare insieme tra musicisti e pubblicitari ha subìto una rivoluzione negli ultimi dieci anni. Non ci si accontenta più un semplice jingle, si cercano canzoni che raccontano storie, evocano ricordi e creano connessioni autentiche con le persone.

La musica è la sensazione. É l’emozione nello spot.

Solo pochi anni fa, per gli artisti pop, affiancare il proprio nome a quello dello sponsor veniva considerato “svendersi”. Ma dagli inizi del 2000 questo pensiero ha iniziato a cambiare. E uno dei primi è stato Moby col suo quinto album in studio, “Play”, dando la licenza di ogni traccia dell’album a film e spot pubblicitari. Alla fine, ha venduto 10 milioni di copie.

Oggi gli artisti sono alla ricerca di nuovi modi per monetizzare il loro lavoro, ci si avvicina sempre più all’idea di collaborare con i brand, la cooperazione tra marketer e musicisti viene così portata a un nuovo livello, se fatta bene. Questo nuovo modo di fare advertising ha sostanzialmente portato alla realizzazione di video musicali “di marca”.

Usando tracce ben conosciute di artisti pop ben noti, e a volte gli stessi artisti, l’unico rischio che si corre è che l’attrazione principale non sia più il prodotto da promuovere, ma unendoli allo spot come elementi della struttura narrativa, allineando bene il testo della canzone al voice over e alla trama, si può arrivare alla realizzazione di un commercial memorabile.

Eccone alcuni esempi:

Shakira, Activia, Dare to feel good

Tom Brady, Nike, Take me to church

Beyonce, Pepsi, Grown Woman

The Script, Omega, The hall of fame

Pharrell, Beats by Dre, Happy

Rabinowitz & Jared Gutstadt, Jingle Punks