Focus downunder – del controllo degli scambi

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Follow up: ultimi aggiornamenti dell’app di Facebook

Meno di ventiquattro ore fa (o poco più, a seconda del fuso orario nel quale vivete) Facebook ha annunciato l’ultimo arrivato dei suoi prodotti: Marketplace. L’ultimo, chiaramente, in ordine temporale e non in senso assoluto: c’è da aspettarsi che il gigante di Menlo Park continui ad aggiungere altri servizi non attinenti per tentare di aggiudicarsi il monopolio in qualsiasi attività online. 

Marketplace, come suggerisce il nome, è l’equivalente social dei vecchi annunci gratuiti tipo La Pulce. Basta scattare una foto dell’oggetto che si vuole vendere – senza lasciare l’app Facebook, ça va sans dire -, aggiungere nome, descrizione e prezzo di ciò che si vuol vendere, specificare luogo e categoria, e il gioco è fatto. Pur non offrendo una piattaforma per i pagamenti (non ancora, almeno), Marketplace può facilmente impensierire parecchi siti di annunci gratuiti (qui in Australia, ad esempio, Gumtree), e – forte di 1.71 miliardi di utenti di Facebook – anche giganti del commercio online come Ebay.

Marketplace verrà incluso nell’aggiornamento dell’app che uscirà nei prossimi giorni in quattro Paesi (Australia, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti). Altre curiosità sono:

  • Marketplace è disponibile solamente su dispositivo mobile. Facebook fa sapere che la versione desktop verrà pubblicata nei prossimi mesi.

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  • L’icona di Marketplace rimpiazzerà quella di Messenger nell’app per iOS e Android: un modo magari antipatico (“ehi, cos’è questa roba?”) ma sicuramente efficace di far provare la nuova funzione agli utenti di Facebook, notoriamente recalcitranti alle novità dell’interfaccia.

Facebook ha almeno due buoni motivi per questa mossa. 

Il primo è che il tempo speso dagli utenti per le attività tipiche che si svolgono su Facebook sta raggiungendo la saturazione. Facebook ha bisogno di offrire nuovi servizi per far ritornare o rimanere i propri utenti sulla piattaforma, e Marketplace è un passo in questa direzione. L’idea, probabilmente, è quella di diventare un sito e un’app dai quali si possa svolgere qualsiasi attività online, sul modello del colosso cinese WeChat (la tentata acquisizione di Snapchat di tre anni fa puntava nella stessa direzione).

Il secondo motivo, altrettanto valido, si legge tra le righe della dichiarazione di Bowen Pan, product manager di Marketplace:

“We really are focused on the experience for consumers first. Then, if it makes sense, we will look for ways to allow businesses to have a presence,” traducibile come “Vogliamo invitare milioni di utenti con un’app gratuita, in modo che diventi appetibile per le aziende che però dovranno pagare un biglietto d’ingresso (Facebook Adverts o simili)”.

Scommettiamo?


Massimo Galardi è strategic & digital mentor, Collabora con mmad da molti anni, la metà dei quali a testa in giù. Vive a Perth, in una delle regioni più belle del mondo: l’ovest dell’Australia. galardi@mmad.it